Storia
Nocara è un comune dell'Alto Jonio cosentino situato al confine calabro-lucano. Il centro urbano è stato costruito su un monte che si erge fino a 865 m. s.l.m., che domina la zona collinare degradante verso le vallate interne calabro-lucane e, ad est, verso la costa marittima, dalla quale dista, in linea d'aria, 11 km circa.
Il paese, che sin dal Medioevo ha fatto parte della Diocesi di Anglona-Tursi, a partire dalla ristrutturazione delle giurisdizioni ecclesiastiche, disposta nel 1976, ricade nella Diocesi di Cassano Jonio; all'antica Diocesi di appartenenza l'accomunano, ancora oggi culti e tradizioni sacre e profane.
Il toponimo Nocara ha origine nel greco medievale e significa: albero di noci, ma non si tratta del maestoso noce bensì del mandorlo: la nux graeca dei bizantini.
I miti e le origini
E' diffusa tra gli abitanti di Nocara la tradizione che indica il paese come il luogo di nascita di Ponzio Pilato, il procuratore romano della Palestina che permise il martirio di Gesù. Le origini di questa credenza, comuni ad altri paesi della Calabria, si possono far risalire all'epoca romana. I Bruzi, gli antichi popolatori della regione, si erano mostrati da sempre ostili ai Romani e si opposero caparbiamente all'annessione della Calabria a Roma; per questo motivo furono considerati poco affidabili da parte dei conquistatori. Caduto il Bruzio sotto la dominazione romana gli indigeni, vittime dei pregiudizi, furono impiegati per lavori socialmente più squalificati - era stato loro proibito di servire nell'esercito come soldati -, tra i quali fare da carcerieri.
Un'antica tradizione, ripresa da più cronisti e storici già dal secoloXVII, vuole che l'attuale centro abitato sorga nel luogo dove una eroe acheo ed i suoi compagni di viaggio, reduci dalla guerra di Troia, fermarono il loro pellegrinaggio e fondarono una città. Epeo ,costruttore del cavallo di Troia, diede all'insediamento il nome di sua madre: Lagaria. Altre interpretazioni vogliono che il nome della città provenga dal pastore Lagaride che pasceva il suo gregge sul monte sul quale fu edificata la città, o dagli eroi greci stanchi dal lungo viaggio: i lagaroi (gli esausti). La denominazione di Lagarino data al castello medievale, costruito sul punto più alto del colle ed attorno al quale si sviluppò l'abitato, perpetua questa tradizione.Ed infine non manca neanche un riferimento all'Odissea: il vicino Piano della Noce fu riconosciuto da uno studioso della geografia omerica come il luogo dove si trovava la grotta nella quale il ciclope Polifemo tenne prigioniero Ulisse e i suoi compagni.
Le caratteristiche del luogo dove sorge l'attuale centro abitato fanno supporre l'occupazione sin dall'epoca preistorica e protostorica. L'ubicazione del sentiero di crinale che si sviluppava tra Monte Coppolo e Cassano, in coincidenza con la linea di spartiacque, e la posizione dominante sulle aree sottostanti, permettevano di controllare il transito attraverso l'asse viario e le evenutali penetrazioni nemiche. Probabilmente l'azione di controllo sul territorio era divisa tra più centri analoghi che mantennero la loro funzione strategica fino al Medioevo: Presinace, Murge di Santa Caterina, ecc..
Non abbiamo notizie o elementi che ci riportino alla vita di Nocara in epoca romana, ma è probabile che sia sopravvissuta come un piccolo caseggiato fino alla rinascita dell'epoca bizantino-normanna.
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